ABBRUCIAMENTO DEI RESIDUI VEGETALI



ABBRUCIAMENTO DEI RESIDUI VEGETALI


ABBRUCIAMENTO DEI RESIDUI VEGETALI


L’abbruciamento dei residui vegetali è consentito con le regole introdotte dalla Legge 11 agosto 2014, n. 116, che stabilisce la modifica dell’art. 182 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, con l’aggiunta del comma 6-bis, che testualmente recita:


All'articolo 182, dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:

 

"6-bis. Le attività di raggruppamento e abbruciamento in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro dei materiali vegetali di cui all'articolo 185, comma 1,  lettera  f), effettuate   nel   luogo   di produzione, costituiscono normali pratiche agricole consentite per  il  reimpiego dei materiali come sostanze concimanti o ammendanti, e non attività di gestione dei rifiuti. Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle regioni, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata. I comuni e le altre amministrazioni competenti in materia ambientale hanno la facoltà di sospendere, differire o vietare la combustione del materiale di cui al presente comma all'aperto in tutti i casi in cui sussistono condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli e in tutti i casi in cui da tale attività possano derivare rischi per la pubblica e privata incolumità e per la salute umana, con particolare riferimento al rispetto dei livelli annuali delle polveri sottili (PM10)".

 

Si evidenzia che resta in vigore il divieto previsto dall’art. 11 della Legge Regionale 19 novembre 2013 n. 21, “Norme di attuazione della Legge 21 novembre 2000, n. 353 (Legge quadro in materia di incendi boschivi)” che recita:

Comma 2

Sono vietati l'accensione di fuochi o l'abbruciamento diffuso di materiale vegetale in terreni boscati, pascolivi o cespugliati a partire da una distanza inferiore a cinquanta metri da essi.